La storia
Da una bottega di Brooklyn a via Roma. Il racconto viene dal libro di Rosanna, "Una vita a metà".
Sarno, New York
Giuseppe Sannino, per tutti Peppino, parte da Sarno a poco più di sedici anni, nei primi anni del Novecento. A New York trova lavoro al porto. Prima scarica merci, poi tiene i registri del deposito e dorme in una stanza in fondo ai capannoni, con Andrea, il guardiano.
Di notte Andrea arrotonda facendo scarpe e riparando orologi. Peppino lo guarda lavorare, poi comincia a lavorare con lui. Dopo poco più di un anno Andrea torna in Italia e gli regala tutti i suoi attrezzi. Gli lascia anche un consiglio, che Peppino seguirà con rigore. A fare la differenza non è solo la merce, sono la cura dei dettagli e le rifiniture.

Brooklyn, 1908
Nel 1908 Peppino apre bottega a Brooklyn, con un retro dove dormire. All'inizio aggiusta scarpe, spesso senza farsi pagare. Poi le vende nuove. Dipinge la bottega di grigio e di azzurro e compra da un rigattiere un grande mobile a vetri, che rimette a nuovo per esporre il suo lavoro.
Infine arrivano gli orologi, il mestiere che ama di più. In bottega i cucù battono le ore. Nel 1913, a Brooklyn, nasce suo figlio Italo.
Los Angeles
Qualche anno dopo la famiglia si trasferisce a Los Angeles. Peppino lavora in un bar vicino a Hollywood, ma gli orologi non li lascia. Li ripara, li colleziona, li compra e li rivende. Comincia a trattare anche gioielli antichi, brillanti e pietre preziose.
Campania, anni Venti
Negli anni Venti la famiglia torna in Campania. Per molti anni Peppino e Italo fanno altri lavori.
Pompei, 1955
A metà degli anni Cinquanta decidono di riaprire una bottega dove il cucù di un pendolo batta di nuovo le ore. La trovano a Pompei, per orologeria e oreficeria. Nel 1955 apre la gioielleria. Qualche anno dopo si sposta in via Roma, dove è ancora oggi.
Dopo di loro il banco passa a Franco.